mercoledì 16 febbraio 2011

Bottoni che passione!

In realtà il 14 febbraio ho anche combinato qualcosa di buono perché mentre cercavo il locale da visionare mi sono imbattuta in una di quelle antichissime, esauste ma irresistibili mercerie del centro... Purtroppo ha chiuso e la proprietaria, dopo aver venduto il negozio, proprio in quel momento si trovava lì che faceva le sue considerazioni dopo 35 anni di attività. Sono entrata ed è stato strano fare caso agli scaffali, ai cassetti, ai manichini semidistrutti in un luogo dove normalmente l'occhio è catturato da mille cose colorate. 
Solissime, in fondo ad uno degli scaffali, tre scatole antiche (quelle di cartone ingiallito e sporchino con i campioni  cuciti sul coperchio, avete presente?) giacevano rassegnate al peggiore dei destini e non ho resistito: sfacciatamente le ho chieste, la signora sorpresa me ne ha mostrato il contenuto ed alla fine me ne ha concessa una!
Eccola qua:





non è esagerata?

Richiamerò la signora per riuscire ad avere anche uno dei suoi metri, uno di quelli di legno, tutto consumato ed uno dei suoi manichini smangiucchiati negli anni da tanti spilli...

no, non è così bello... però è altrettanto vecchio!

Ma non è tutto; la mia fissazione dei bottoni ha radici profonde ed è legata alla mia fantastica nonna (temo sia colpa sua anche la fissa dell'ago e filo). Ero davvero una piccola bimba quando a casa sua (potrei parlarne per settimane intere) nei pomeriggi silenziosi  il tempo era scandito da un orologio da parete (il cui ticchettio si udiva anche due stanze più in là) e dall'incantevole ritmo del suo uncinetto.



 Realizzava borsette con perle, perline e non so che altro, so solo che nelle sue velocissime mani lampeggiava sempre qualcosa di misterioso; io non mi stancavo mai di guardare e se proprio dovevo smettere mi alzavo e andavo a prendere la SCATOLA DEI BOTTONI.



Non so spiegarne la ragione ma solo forzare il coperchio del contenitore mi dava una sensazione di piacere, avevo l'acquolina in bocca!
Una volta aperto, mi assaliva l'odore che possono avere solo dei bottoni usati e conservati per anni in una scatola di latta a sua volta conservata in una casa umida (seminterrato). Prima me li guardavo tutti, così diversi fra di loro, così tanti (non so da dove li prendeva, ne aveva davvero troppi), così fioriti, tridimensionali,  alcuni sembravano veri cammei, alcuni così opachi (ma quanti anni avevano?), quadrati, tondi, palline, alcuni sembravano caramelle. Il tempo si fermava perché dal momento in cui infilavo le mani in quell'universo, mi perdevo completamente. A volte cercavo di ricostruire le famiglie domandando poi a cosa appartenevano quelli neri e grandi (cappotto), quelli piccoli piccoli e semplici (camicia del nonno muratore), quelli che sembravano dipinti (da un capo della SIGNORA S******, una signora, appunto, meglio stante di noi che elargiva continuamente abiti portati poche volte  - "l'è ancora novo"!).
Non dico niente dei bottoni di madreperla perché meritano un post a parte. Altre volte da quel groviglio facevo nascere improbabili collane o ghirlande che poi meticolosamente distruggevo prima di rimettere a posto la magica scatola...
La fissa non solo non è passata, forse lo avevate già capito, ma si sta aggravando.
Da qualche giorno avevo voglia di bottoni fasciati di tessuto e non ne trovavo così con l'aiuto di qualche tutorial sto sperimentando questa tecnica per realizzarli anche senza l'apposito attrezzo.
Ecco le prime prove:




Fra i tutorial ne avevo anche trovato uno per decorare bottoni semplici con la carta... et voilà!





Per l'ultimo lavoro di maglia non riuscivo davvero a decidermi quindi:


Avete il numero di un bravo psico qualcosa? Non mi fermo più!!!!





3 commenti:

  1. Passo con piacere a visitare il tuo blog!
    Ciao:)
    Fabrizio

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  2. anche io passo a visitarlo e provo a mandare un commento... mi riuscirà??

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